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  • ce pauvre MUSSOLINI...


    la vita è triste, il mandrillo INVECE no!

     

    DIVERTENTEVOLISSIMEVOLMENTEMILLE
    VOLTISSIMEVOLMENTEEANCORPIUVOLMENTE...etc.
    (il seguito alla prossima pompata, pardon, puntata...)
    (Non ci sono solo i tedeschi che riescono a fare motti composti
    lunghi cosi' che non ti dico. IO POSSO BATTERLI quando e come
    voglio!)

    ¤¤¤




     SCRITTI A M(IL)ANO
     Storielline senza senso,
    ma con scarso significato.

    ¤¤¤
    Fantasia onirica grigia passatami pe'l capo mentre -poco fa- mi

    cucinavo il pranzo -alle quattro, ma con me non si sa mai... (sono

    su dalle sei...- : (non piove a Parigi, come previsto dalla

    meteo!):(spaghetti al salmone, resti di zuppa di cipolle secche,

    insalata "mista" di legumi, ortaggi, spinaci, con due uova sode,

    mezzo litro di Bordeaux "château Reynaud LACOSTE"...),: rêveries

    de "cauchemar simple" quoique pas méchant: (ho il cervello che

    lavora troppo, va avanti da solo e non posso farci niente per

    fermarlo, "sono malato anche li' ", come Mark Twain "che si scopri' "

    circa 600 malattie e disfunzioni organiche...): la songèrie viene

    dalla corta frase nella pubblicazione precedente, dove parlo

    dell'Umiliacchi in quanto sosia di Mussolini (Benito, non Romano,

    l'ottimo jazzista), (NON PRENDERTELA, Gianluca, non è che

    uno scherzo...).


    DUNQUE. Due universitari ,marito/moglie, dell'Est -Cina? Ungheria?

    Cecoslovacchia? Ukraina? Mongolia? Uwzzy Karabat?- arrivano in

    turisti nella Romagna "solatia dolce paese...del Passator Cortese",

    per studiare usi e costumi locali, la flora e la fauna, gli indigeni e la

    loro organizzazione sociale. Arrivati colla loro inevitabile DACIA

    dopo una settimana di viaggio, scaricano i bauli pieni di libri e

    vestiti, entrano nell'alberghetto-trattoria dove hanno prenotato via

    internet, come si fa di solito. Alla réception: sorpresa, il tipo che li

    accoglie e registra è tale quale Mussolini. Stessa facciona, stesso

    profilo, medesima vociaccia. BON, pas de panique... Mentre il

    factotum monta i loro bagagli nella stanza, i due audaci viaggiatori

    entrano nel baretto della trattoria attinente, per rinfrescarsi,

    ordinano due litri di vodka cadauno e un bicchierino di bitter, una

    caraffa d'acqua limonata, un litro di vino rosso locale e qualche

    salatino. Mentre i due consumatori iniziano a consumare le loro

    consumazioni, non possono che guardarsi intorno, sconvolti -pur

    se flemmatici- e stupiti. Per scoprire che. Il barista è un sosia di

    Mussolini. I quattro  giocatori di Scopa all'asso vocianti sono dei

    sosia di Mussolini, il dodicenne che si occupa dei suoi  compiti a

    casa piegato su un tavolino è un sosia di Mussolini ragazzo, la

    signora che si occupa della cucina uscendo dal retro si rivela essere

    una sosia di Rachele Mussolini, un vecchio che entra per

    comprare il tabacco per la pipa è un sosia -alquanto sfatto- di

    Mussolini. Interdetti i due stranieri non sanno che pesci pigliare. Il

    postino che arriva con una raccomandata urgente è un sosia di

    Mussolini. Il maresciallo dei carabinieri entrato un momento per

    prendere uno sprizzetto è un sosia di Mussolini. Il Parroco,

    passato per consegnare il bollettino parrocchiale in venti copie, è

    un sosia di Mussolini. Il responsabile della sezione locale del

    Partito Comunista Italiano di Rifondazione, venuto per lasciare sul

    bancone un centinaio di volantini, è un sosia di Mussolini.


    I due viaggiatori turisti, finito di mangiare e di bere, escono in

    strada, per sgranchirsi le gambe, prima di andar a dormire, col

    bisogno di  riposarsi del lungo viaggio.


    Durante la passeggiata non incontrano che dei sosia di Mussolini

    o/e di Rachele Mussolini, da 10 a 70 anni tutti sosia di Mussolini.

    Poi vanno -per cambiarsi le idee- da un professore con cui erano in

    contatto epistolare, il quale potrà aiutarli nelle loro ricerche. Uomo

    e intellettuale sicuramente di Sinistra, garantito.


    (I due ricercatori dell'Est sono inevitabilmente di Sinistra, (pur se

    mai tesserati del Partito comunista locale), memori delle

    devastazioni apportate dall'invazione nazista durante la Seconda

    Guerra Mondiale, certamente antifascisti d'anima e di corpo).


    Il professore è un sosia di Mussolini.... Pure lui....


    L'uomo, insegnante rinomato di semiologia-sessuo-gastronomica

    al DAMS di Bologna, mentre mangiavano delle pizze

    aglio-olio-e-peroncino fatte in casa, con quattro litri di Lambrusco,

    apri' sinceramente il suo cuore ed ebbe a dire loro -per la loro propria

    comprensione delle realtà locali-: "QUI in ROMAGNA siamo

    TUTTI  di SINISTRA! perfino i preti e i carabinieri e le frange

    fasciste della società, e i vetero nazifascisti! Senno' son GUAI! Qui

    in Romagna abbiamo il sangue caldo. Non è come voi in Siberia..."


    "EBBENE." disse il maschio della coppia dell'Est: "Questo mi fa

    piacere, monsieur LE Perfesseur Beltocchi: ci sentiremo COME A

    CASA. Questo è importante."


    Quando si misero a letto, i due stranieri dell'Est non fecero che

    sognare folle intere di sosia di Mussolini. Risvegliandosi in sudore,

    dopo aver gridato, si guardarono stupefatti, chiedendosi l'un l'altra

    cosa avessero sognato. Poi si scolarono un litro di grappa e

    cercarono di far l'amore -dopo tanto tempo di noia sessuale. Fino

    all'alba.

    ¤¤¤

    2015a.jpg



    ¤¤¤
    "(...). Johnny Agasucci est mort à bas bruit, dans la cellule numero

    118 de la maison d'arrêt CHARLES-III de Nancy, -aujourd'hui

    fermée, tant cette ancienne manufacture était vétuste. Cette nuit

    d'août 20.., il ne s'est pas défendu quand son codétenu, Sébastien

    Simonnet, lui a assené tant de coups qu'il s'en est étouffé.


    Dès son arrivée, les conseillers de probation n'ont pas décelé la

    vulnérabilité de Johnny, dont c'est le premier séjour en prison,

    pour une affaire de stup. On le place dans la cellule de Simonnet

    qui, lui, a un tout autre profil: il attend son procès pour violences,

    actes de torture et barbarie commis en 2000 sur un codétenu. A

    CHARLES-III déjà.


    Scotto (1) connaît les antécédents de Simonnet. Il a mené son

    "entretien arrivant", lors de son retour à la maison d'arrêt. Il avait

    été entendu comme témoin, "en tant que sachant", dit-il sans

    modestie, dans l'affaire d'actes de barbarie. MAIS aussi violent

    soit-il, où mettre le détenu? La maison d'arrêt n'a aucune cellule

    individuelle et le quatre chambres  d'isolement sont occupées. Pas

    question de le mettre en cellule double, Scotto veut éviter de

    laisser un détenu seul face à Simonnet. Les cellules de quinze, qui

    existent à CHARLES-III, reviennent aux condamnés pour moeurs,

    qu'il faut protéger des autre prisonniers. Scotto, alors, place

    Simonnet dans une cellule de six. Curieuse manière de reporter la

    surveillance des condamnés sur leurs codétenus... Illusoire,

    surtout: en 2000 Simonnet s'était déjà acharné contre sa victime

    dans une cellule de six... Scotto n'a pas mis la cellule 118 sous

    surveillance particulière. "Doit-on, à chaque contrôle nocturne,

    toutes les deux heures, réveiller les 377 détenus pour être sûr qu'ils

    son en vie?" plaide-t-il. (...) " 


    (1) Stéphane Scotto, l'ancien patron de la maison d'arrêt

    CHARLES-III de Nancy est jugé par homicide INvolontaire.

    (de Sonya Faure)


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